Rimuovere il blocco di Gaza | Notizie Nazioni Unite non Rappresentate

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Rimuovere il blocco di Gaza

  • 28 Giu 13

bandera palestina-estado-palestino-bandera-palestina16L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato oggi con 131 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni una risoluzione che invita le autorità israeliane a rimuovere il blocco di Gaza, mantenuto dal giugno 2006, in aggiunta a promuovere il rispetto dei diritti umani, democrazia e lo stato di diritto.
Il relatore del rapporto "La situazione in Medio Oriente", il legislatore italiano Pietro Marcenaro, ha ricordato che solo in Cisgiordania vivono più di 600.000 coloni. È stato inoltre richiesto il rilascio dei membri del Consiglio Legislativo palestinese che sono detenuti e di molti prigionieri, secondo l'accordo di Annapolis.
Nella risoluzione che ha preceduto la relazione si utilizza per la prima volta il nome di Palestina, piuttosto che Autorità Palestinese, dopo che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto lo Stato della Palestina nel novembre 2012.
Oltre a rimuovere il blocco di Gaza, il testo chiede anche di porre fine alle detenzioni arbitrarie e alla detenzione amministrativa dei palestinesi, alla violenza contro i detenuti e al trasferimento dei prigionieri palestinesi nelle carceri d’Israele, il che viola il diritto internazionale umanitario.
La Camera di questa organizzazione pan-europea di 47 Stati membri fa anche appello ad Israele per "fermare la costruzione di nuove colonie e l'espansione delle esistenti". La risoluzione adottata mira alla formula "una soluzione dei due Stati, vale a dire lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina", e si rammarica che il processo di pace non abbia progredito dal 2010. Pietro Marcenaro ha criticato il ruolo esercitato dalla comunità internazionale per quanto riguarda il processo di pace, affermando che "non possiamo giocare alla politica dello struzzo come abbiamo fatto in passato".
La relazione di Pietro Marcenaro sollecita le forze palestinesi alla riconciliazione annunciata tra Fatah e Hamas, all'organizzazione di elezioni presidenziali e legislative, ad astenersi dall'uso della violenza contro cittadini israeliani, a porre fine alla violenza contro i detenuti e, in particolare, a rimuovere il blocco di Gaza.
Pietro Marcenaro rileva anche la divergenza di opinioni nel governo israeliano sul processo di pace. Così, il Presidente della Knesset, la ministro della Giustizia e il ministro della Scienza e della Tecnologia sono sostenitori della creazione dello Stato di Palestina, mentre il vice ministro degli Esteri e il vice primo ministro sono pubblicamente contrari.