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Remi Hamdalá ha ritirato le dimissioni

  • 28 Giu 13

abbas2Il presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, ha annunciato che il primo ministro palestinese Rami Hamdalá ha ritirato le dimissioni, presentate giovedì.
Abbas e Hamdalá si sono incontrati venerdì scorso e fonti governative dello Stato Palestinese hanno confermato che Remi Hamdalá ha ritirato le dimissioni in un momento cruciale per il processo di riconciliazione con il gruppo islamico Hamas, che governa la striscia di Gaza, e per i negoziati di pace con Israele, che la Casa Bianca cerca di rivitalizzare.
Remi Hamdalá ha iniziato il suo mandato con una serie di gesti con cui si è guadagnato la simpatia di gran parte della cittadinanza palestinese, come rinunciare alla protezione offerta da Israele per passare attraverso la zona C della Cisgiordania, che si trova sotto il completo controllo civile e militare israeliano.
Secondo i media, Mahmud Abbas ha imposto a Remi Hamdalá, un accademico indipendente che per 15 anni è stato rettore della prestigiosa Università An Najah, due consulenti, Mohamed Mustafa e Ziad Abu Amru, con i quali il primo ministro ha avuto vari contrasti. Inoltre, Mahmud Abbas ha considerato riprovevole che Hamdalá rendesse pubbliche le proprie dimissioni prima di incontrarlo, decidendo di creare una crisi di governo, proprio nel momento in cui il Segretario di Stato americano, John Kerry, ha lavorato per riprendere i negoziati di pace con Israele. Infine Remi Hamdalá ha ritirato le proprie dimissioni.
Nei giorni scorsi l'agenda del primo ministro dello Stato di Palestina è stata molto carica. Fino a martedì, aveva presieduto due consigli dei ministri. Domenica ha visitato per la prima volta nel suo nuovo ruolo la spianata delle Moschee di Gerusalemme Est, senza scorta israeliana. Giovedì aveva incontrato a Ramallah l'Alto Rappresentante della Politica Estera dell'Unione Europea Catherine Ashton. Nel suo ruolo non ha alcuna autorità sui negoziati di pace con Israele, ma dovrebbe cercare di favorire l'economia della Cisgiordania, colpita notevolmente dalle sanzioni che Israele ha approvato dopo che lo Stato di Palestina è entrato nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come 'Stato osservatore non-membro’.

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