Referendum in Crimea divide la comunità internazionale. | Notizie Nazioni Unite non Rappresentate

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Referendum in Crimea divide la comunità internazionale.

  • 08 Mar 14

Referendum in CrimeaIl governo della Repubblica Autonoma di Crimea ha dichiarato che il 16 marzo 2014 si terrà un referendum sullo status del territorio. La decisione ha diviso la comunità internazionale. La Russia sostiene l'idea, mentre altre nazioni, ad esempio la Spagna, hanno precisato che non riconosceranno l'esito della consultazione popolare. Il motivo? Forse la paura che si generi un precedente troppo pericoloso.
Secondo il vice primo ministro della Crimea, Rustam Temirgaliev, i cittadini di Crimea devono rispondere a due domande con un sì o un no: "Appoggia l'annessione della Crimea alla Federazione russa come soggetto federale" o "Appoggia il ripristino della Costituzione della Crimea del 1992". Secondo la Costituzione del 1992, la Crimea è parte dello Stato ucraino e definisce le sue relazioni in base ad accordi bilaterali.
Il Parlamento della Crimea ha un'ampia autonomia sotto l’attuale legge ucraina e ha votato all'unanimità a favore del referendum e dell’annessione alla Russia. Il governo ad interim dell'Ucraina. non ha risposto direttamente alla decisione del Parlamento; mentre il primo ministro ucraino afferma che la Crimea continua a far parte dell'Ucraina.
Dalla Russia, il Presidente Vladimir Putin ha detto che il suo paese non ha alcuna intenzione di annettere la Crimea; ma ha anche chiarito che i residenti hanno il diritto di decidere lo status della regione con un referendum.
L’Occidente non vede di buon occhio il referendum. I principali leader focalizzano le loro dichiarazioni chiedendo alla Russia di ritirare le proprie forze dalla Crimea.
Il ministro degli affari esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, si è spinto ancora più avanti, dicendo che se il referendum sull'autodeterminazione in Crimea, fosse considerato valido dall'Unione Europea, sarebbe una violazione dei trattati di diritto internazionale.
Secondo Margallo, la situazione in Crimea è la più grave crisi dalla caduta del muro di Berlino nel 1989. I ministri degli esteri dell'Unione Europea hanno condannato ciò che chiamano "una violazione alla sovranità e all’integrità territoriale ucraina, da parte delle forze armate russe, così come l'autorizzazione concessa dal Consiglio della Federazione il 1 marzo, sull'uso delle forze armate nel territorio Ucraino".
Con il referendum della Catalogna nella mente, pur se non detto apertamente, García Margallo ha confermato che l'UE sta studiando sanzioni e provvedimenti contro la Russia, e uno è già in vigore, infatti, sono stati sospesi gli incontri preparatori per la riunione del G-8, che si dovrebbe tenere a Sochi. Un'altra misura possibile, potrebbe essere la sospensione dei negoziati per la concessione dei visti ai cittadini russi.