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Preoccupa l’annessione della Crimea alla Russia

  • 23 Mar 14

putin-rusia-anexion-crimea-cordon-press-1Il 1991 segna il disfacimento dell’URSS disegnando una complicata mappa politica nell’Europa orientale. Nascono 15 paesi che continuano a frammentarsi, formando più regioni che dichiarano la loro indipendenza unilaterale: quelle russofone l’Ossezia del sud, l’Abkhazia, la Georgia, Nagorno-Karabakh, e l’Azerbaigian. Ora il desiderio degli abitanti della Crimea di unirsi alla Russia, preoccupa sia l'Unione Europea che gli Stati Uniti.
Ricordiamo che nel 1990 è nata la Transnistria, Stato con meno di 500.000 abitanti che dichiarò l'indipendenza dalla Moldavia e che otto anni fa indisse un referendum (come quello tenutosi il 16 marzo in Crimea), dove il 97% degli elettori votò l'indipendenza e la successiva annessione libera alla Russia. Il 12 novembre 2006, anche l’Ossezia del sud indisse un referendum (non riconosciuto dalla Georgia), con il 91% di partecipazione, in cui il 99% degli elettori aveva sostenuto l’indipendenza e l’unione con l'Ossezia del Nord e quindi, con la Russia.
Tuttavia, l'annessione della Crimea alla Russia, preoccupa molto l’Unione Europea e gli Stati Uniti, che pressano Mosca perché prenda contromisure a questa aspirazione, legittimata alle urne, dal referendum di domenica.
Per il primo ministro della Moldavia, Iurie Leanca, il referendum di Crimea e la sua possibile annessione alla Russia è un esempio "contagioso". Leanca dice che "la situazione tesa in Crimea è una minaccia per la sicurezza di tutta la regione. Gli sviluppi della situazione creeranno nuovi problemi e minacce, dirette e indirette, per la Moldavia".
La verità è che l'annessione della Crimea alla Russia sembra decisa, e sia il Presidente Vladimir Putin che il ministro degli esteri Serguei Lavrov, hanno chiarito la posizione della Russia, rispetto al desiderio della maggioranza della popolazione della ex penisola sovietica, affermando categoricamente: "la decisione della maggioranza degli abitanti di Crimea sarà rispettata".