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L’indipendentismo avanza in Catalogna dopo le elezioni autonome

  • 20 Nov 15
 L’indipendentismo avanza in Catalogna dopo le elezioni autonomeLa corrente indipendentista continua ad avanzare in Catalogna, dopo i risultati delle più recenti elezioni autonome, dove le due formazioni politiche che appoggiano la secessione di questa regione della Spagna, Junts pel Sì e il CUP hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi all’interno del Parlamento Autonomo, ottenendo 72 seggi su un totale di 135, anche se la somma totale dei voti ottenuti dalle due formazioni non ha superato la barriera del 50%.
Gli analisti considerano che la crescita delle aspirazioni indipendentiste dei catalani sia un’ulteriore espressione dell’esaurimento del modello della “Spagna delle autonomie”. Per il governo della Catalogna la crisi che sta attraversando questa regione è dovuta al regime fiscale imposto da Madrid, mediante il quale la Generalitat è obbligata a inviare al Governo centrale più denaro di quello che riceve in cambio.
Tra le richieste dei catalani c’è quella di avere la possibilità di riscuotere le loro imposte, come accade, per esempio, nel Paese Basco; ma La Moncloa è ancora restia e tutto ciò contribuisce alla crescita del sentimento indipendentista.
Secondo il politologo Josep Maria Reniu, dell’Universitat de Barcelona, le interpretazioni dei comizi sono complicate. “Questo processo elettorale, pur avendo un carattere plebiscitario, non era un referendum in cui il sì e il no erano chiari e nitidi” assicura. “Se non si accetta che si tratta di un plebiscito fin dall’inizio, anche se la campagna è presentata in questi termini non è più possibile cambiare opinione”, ha aggiunto l’esperto.
Nonostante ciò, le elezioni autonome – che hanno registrato una partecipazione record del 77% – hanno avuto come risultato una retrocessione della coalizione governante, guidata dal Capo di Governo, Artur Mas, e si è potuta constare un’ascesa del CUP, che è considerata l’ala sinistra del movimento indipendentista.
L’opposizione, all’interno del Parlamento Autonomo, è guidata dalla formazione di destra Ciudadanos, che ha ottenuto quasi il 18% dei voti e 25 deputati, quasi il triplo di quelli ottenuti nelle elezioni del 2012. Subito dopo si è posizionato il socialismo e dopo ancora la coalizione guidata da Podemos, con appena il 9% dei voti.
Che succederà ora? Artur Mas e la coalizione che lo appoggia, Junts pel Sì, hanno dichiarato che, se avessero raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, avrebbero considerato di aver ottenuto l’approvazione dei cittadini per mettere in moto il processo di indipendenza. Hanno ottenuto la maggioranza, ma non dei voti e questo potrebbe rallentare il processo.
Nel frattempo il Governo di Mariano Rajoy continua a muovere le fila per silurare in tutti i modi possibili ogni tipo di tentativo di secessione. Ora il Parlamento spagnolo cercherà di ampliare i poteri del massimo tribunale della Spagna per destituire le autorità regionali. Questa sarebbe una minaccia diretta per il presidente catalano eletto. Non si scarta nemmeno l’intervento diretto dello Stato catalano.